Madia (PD) dopo essersi interrogata sull'utilità di una discussione avente ad oggetto testi di legge destinati a subire rilevanti modifiche di contenuto, osserva che l'attuale Esecutivo - come è già stato rilevato in occasione dell'esame presso il Senato - appare in uno stato di confusione generalizzata e in balia delle contraddizioni della sua stessa maggioranza. Tale sorta di «frenetico immobilismo» ha prodotto, a suo avviso, una manovra di finanza pubblica priva di contenuto, incapace di fornire adeguate risposte ai lavoratori (soprattutto quelli precari) e alle imprese. Una maggioranza di Governo giunta ad un tale livello di indebolimento politico, a suo avviso, avrebbe dovuto accettare un confronto serio e meditato con l'opposizione, al fine di individuare soluzioni condivise per uscire dalla grave crisi economica ed occupazionale in atto, anche alla luce di un andamento dei conti pubblici che evidenzia un calo del gettito ed un aumento del fenomeno dell'evasione fiscale.
Dopo aver evidenziato che sussistono al momento seri dubbi circa le modalità dell'impiego delle risorse derivanti dal rientro dei capitali illegittimamente posseduti all'estero, esprime perplessità sul comma 9 dell'articolo 2, che esclude l'applicazione della disciplina del DURC agli esercenti attività di commercio al dettaglio ambulante, norma che giudica pericolosa e suscettibile di generare un clima di illegalità. Manifesta poi forti dubbi sulle modalità di copertura finanziaria dell'articolo 2, comma 44, in materia di agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricolo di zone svantaggiate, che sembrano incidere su fondi destinati a favorire la diffusione di fonti energetiche a minor impatto ambientale, contraddicendo gli indirizzi assunti al riguardo dalla stessa XI Commissione, in occasione dell'espressione di un parere su un precedente provvedimento in materia di agricoltura.
Dopo aver manifestato preoccupazione sul comma 45 dell'articolo 2, che modifica il funzionamento del Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile di cui all'articolo 1, comma 72, della legge n. 247 del 2007, facendo venir meno alcuni elementi di trasparenza in ordine all'utilizzo di tali risorse, valuta insufficienti le somme stanziate dal disegno di legge finanziaria per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti, secondo quanto disposto dai commi da 10 a 17 dell'articolo 2. Infine, evidenzia che il disegno di legge finanziaria nulla dispone in materia di ammortizzatori sociali, soprattutto in relazione alla necessità di estendere l'efficacia temporale del trattamento di integrazione salariale e di tutelare i lavoratori atipici, nonostante sia fortemente avvertita dal mondo del lavoro l'esigenza di riconoscere una assicurazione generalizzata contro il rischio, sempre più elevato, della disoccupazione.
In conclusione, preannuncia la presentazione da parte del suo gruppo di emendamenti volti ad apportare significativi miglioramenti ai testi in esame, che appaiono, allo stato, incapaci di garantire un serio rilancio dell'economia italiana.