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4
ott

inviato da Marianna Madia

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Sono stata assente dal voto finale sullo scudo fiscale. Non da quello sulle pregiudiziali, al quale ho partecipato. Sono stata lontana da Roma per degli importanti accertamenti medici. Accertamenti legati a qualcosa di serio: non "la febbre a 39" come ha scritto Repubblica. Questo impegno era inderogabile e ha rappresentato una necessità di cui avevo avvertito il gruppo. Ho cercato di rimanere a Roma fin quando mi è stato possibile. Ho avvertito con largo anticipo dell'assenza. Ho un altissimo numero di presenze e interventi in Parlamento. Sia in commissione lavoro che in aula, con provvedimenti e interrogazioni. Non mi piace sbandierarlo ma sono i numeri a dirlo. Seguo i provvedimenti e considero ogni voto importante. Ho seguito lo scudo fiscale, che ritengo una misura vergognosa, sin dal suo approdo in aula. Ho scritto e presentato degli emendamenti al decreto legge, sono intervenuta in discussione generale, ho votato per cercare di dichiararlo incostituzionale. Questa non è una giustificazione. Non si esaurisce la mia responsabilità. La mia assenza, insieme a quella di altri, ha certamente contribuito a non battere la maggioranza nella mattinata di venerdi'. E' stato un incidente con una conseguenza politica, la cui responsabilità accetto fino in fondo. Chiedo profondamente scusa ai cittadini e al mio gruppo parlamentare.



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