I violentissimi tagli alla scuola avevano l'obiettivo di razionalizzare la spesa. Alcun altro intento strategico finora è apparso nella politica del Governo per la scuola e l'istruzione. Molti annunci per una scuola di qualità, ma alcun reale provvedimento eccetto i tagli. Nel frattempo le famiglie - soprattutto le donne - sono piu' in difficoltà grazie alla riduzione del tempo pieno. Migliaia di giovani si trovano disoccupati e anche in questo caso sono soprattutto le donne - la maggioranza degli insegnanti - a soffrirne.
Infine, il paradosso. I giornali riportano la notizia che il Governo vuole concedere agli insegnanti non riassunti dei sussidi speciali, variabili dal 60% al 40% dello stipendio.
Se la notizia fosse vera - e se le risorse per concedere il sussidio esistessero - si usino allora per attenuare i tagli e recuperare il numero piu' alto possibile di precari, riammettendoli a fare il proprio lavoro.
Tagliare sulla spesa per l'istruzione pubblica è già un suicidio per un Paese come il nostro. Adesso che verrebbe a cadere l'ultima giustificazione - il risparmio delle risorse - i provvedimenti del governo appaiono in tutta la loro veste ideologica e nella loro inutilità.