Sebbene arrivi con enorme ritardo rispetto agli annunci – il ministro Brunetta parlava di un “censimento dei precari” già nell’ottobre del 2008 – il monitoraggio dei contratti a termine nella PA sembrerebbe una cosa utile. In realtà non è così.

Nel lanciare il suo monitoraggio il ministro non cita le norme già approvate nel cosiddetto milleproroghe e quelle in corso di approvazione al Senato con il 1441-quater. Sono norme capestro che pongono dei limiti temporali stretti allo svolgimento di quei concorsi che dovrebbero stabilizzare il personale precario della PA, secondo quella stessa normativa che il ministro dice di voler far rispettare. In pratica chi non ha svolto il concorso entro il 30 giugno – e non tutte le amministrazioni sono in grado di farlo – si vedrà licenziato.
Va bene il monitoraggio ma intanto il ministro congeli il termine del 30 giugno e venga in Parlamento a ragionare su come porre fine con giustizia e nell’interesse generale al fenomeno del precariato nella PA. Altrimenti è un finale già scritto: lo stato invece di combatterla, crea la disoccupazione.