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mag

inviato da mariannamadia

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 Un interessante editoriale di Giovanni Sartori, (La coperta è più corta - Corriere della Sera, 6/5/2008) sulla crisi alimentare mondiale spinge a molte riflessioni.

Sartori critica coloro che accusano gli Stati Uniti di essere al centro della crisi a causa della produzione di biocarburanti.

La velleità di tale accusa è provata, secondo Sartori, dal fatto che nessuno abbia mai usato tali toni nei confronti del Brasile, da tempo ormai tra i massimi produttori mondiali di biocarburanti.

Premesso che si tratta di un dibattito aperto e complesso che merita il massimo equilibrio, vorrei sottolineare che una differenza rilevante tra Brasile e Stati Uniti c'è. Il Brasile ricava il biocarburante dalla canna da zucchero; gli Stati Uniti ricavano invece  il biocarburante soprattutto dal mais. E come sappiamo il mais è alla base del sistema alimentare di intere civiltà. La forte denuncia di
Ziegler dalle Nazioni Unite si riferisce al fatto che per produrre un pieno di etanolo da 50 litri occorrono 232 chili di mais, ovvero l'intero fabbisogno alimentare per un anno di un bambino africano.

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